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Avatar di Sir_Francis_Poe

Articolo molto interessante, la ringrazio dottoressa.

Mi chiedo però: se una delle domande di un paziente fosse “Sono sempre precario, troverò mai un lavoro stabile?”, siamo sicuri che si tratti solo di una distorsione cognitiva?

Mi permetto di suggerire che possa valere anche il contrario. Parafrasando Mark Fisher, potremmo parlare di “privatizzazione del disagio sociale”: quando una condizione collettiva (come il precariato o la disuguaglianza) viene tradotta in un problema individuale (“stai generalizzando”, “è un tuo schema mentale”).

Questo spostamento rischia di depoliticizzare il problema, isolare la persona e rendere meno visibili le cause strutturali, attraverso quella che potremmo definire una forma di intimizzazione della sofferenza.

n questo senso, alcune generalizzazioni non sono solo distorsioni cognitive, ma possono anche essere descrizioni realistiche di condizioni materiali.

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